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L’ESPANSIONE  DELLA CONGREGAZIONE EREMITICA: DAL 1470 AL 1483

L’approvazione del movimento eremitico di Paola da un impulso nuovo e crea una svolta nella vita di Francesco. La fama della sua santità si è diffusa in tutto il regno di Napoli. La gente non si limita più ad andare a Paola, adesso invita Francesco a recarsi nei loro paesi per fondarvi nuovi romitori.I primi viaggiCominciano così i viaggi dell’Eremita per la Calabria: a Paterno Calabro, a Spezzano, a Corigliano, ove fonda altri romitori che sono abitati dai suoi seguaci. Si ripetono dovunque va l’entusiasmo e la collaborazione della gente, i miracoli a beneficio di malati e di bisognosi in genere, l’opera sociale e religiosa, l’apostolato di conversione. E sempre lui ad animare i lavori, ed è sempre lui ad essere impegnato anche nell’ annuncio della conversione di vita secondo i valori del Vangelo. Spiega la parola di Dio, legge nel profondo del cuore, riprende, ammonisce, conforta, accoglie sempre con misericordia e bontà, prende le difese dei più deboli. La costruzione delle chiese e dei conventi qualche volta ha dello straordinario, compiuto da Francesco con una facilità che, questa sì, è straordinaria, perché egli risolve i problemi con una naturalezza che meraviglia. A tutti indica la sua arma: la fede nella bontà di Dio e l’amore verso di lui mostrato con la fedeltà ai comandamenti. Dopo i conventi della Calabria, san Francesco, per rispondere alle richieste della gente di Milazzo, si reca in Sicilia. Nel viaggio è accolto sempre dalla gente con grande entusiasmo e gioia. Egli passa benedicendo e richiamando la gente a vivere con fedeltà la vita cristiana. Tutti ammirano il suo tepore di vita: povertà, preghiera profonda, digiuni e astinenza, semplicità e umiltà, fermezza, delicatezza di animo, accoglienza e grande disponibilità. Colpisce tutti, soprattutto il suo volto, dal quale traspare l’intima unione con Dio, Di lui, poi, dopo morte scriveranno: o pregava o dava l’impressione dell’orante. Non mancano neanche i prodigi come la moltiplicazione dei pani al passo di Borrello e, soprattutto, il passaggio dello stretto di Messina sul suo mantello dalla sponda di Catona fino a Messina. Il barcaiolo gli aveva chiesto denaro per il traghettamento. San Francesco rispose che non ne aveva; al rifiuto del barcaiolo di imbarcarlo sulla sua barca, l’Eremita stende il mantello sul mare, sale lui e il frate che lo accompagna e via, verso Messina, dove è accolto dall’entusiasmo della gente, che si era raccolta sulla riva del mare, vedendo da lontano il prodigio dell’ insolita imbarcazione. Ma i prodigi non finiscono; sulla strada verso Milazzo fa tornare in vita un uomo che era stato impiccato e a Milazzo si moltiplicano i miracoli durante la costruzione della chiesa e del romitorio. Durante la permanenza in Sicilia accade un fatto nuovo, che rivoluzionerà la vita di Francesco. Luigi XI, re di Francia, ammalato gravemente di apoplessia, spera e cerca in tutti i modi di guarire pienamente dalla malattia: non bastano né le cure mediche, né il ricorso a reliquie di santi e a guaritori, che pullulano attorno alla reggia. Un mercante napoletano, Matteo Coppola, parla di Francesco e dei suoi miracoli. Il re scrive al papa Sisto IV e al re di Napoli Ferrante d’Aragona perché ordinino all’Eremita di recarsi in Francia per guarirlo. Il papa e il re intravedono i vantaggi politici che possono scaturire dal favore reso a re Luigi e si premurano di accontentarlo. Corre Fanno 1482. Iniziano frenetiche trattative per indurre Francesco ad accogliere l’invito. Presa la decisione, ai primi di febbraio del 1483 dal romitorio di Paterno Calabro Francesco parte alla volta della Francia.
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